Trauma alla testa, un esame del sangue può dire quanto è grave.

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Dallo scontro dei giocatori su un campo sportivo alla banale caduta dalle scale in casa: le circostanze in cui si può verificare un «evento concussivo», in altra parole quando si batte violentemente la testa, possono essere molte e serie.

L’importante è comprenderne al più presto la gravità e agire di conseguenza onde evitare conseguenze a breve e a lungo termine.
Un medico sa capire quando bisogna correre in ospedale per eseguire esami di secondo livello come una Tac o una Risonanza magnetica per avviare eventuali trattamenti preventivi o d’urgenza. Oggi viene in aiuto per la diagnosi un esame del sangue, così come si fa per valutare la glicemia o l’infezione da Sars-Cov-2 con il test sierologico: i ricercatori hanno evidenziato in uno studio su oltre 1500 pazienti secondo cui il livello ematico della PROTEINA FIBRILLARE GLIALE del sangue (GFAP) rappresenta un attendibile indicatore della gravità di un trauma cranico concussivo utile fino a 12 ore dall’evento per escludere o confermare la necessità di un approfondimento strumentale.

Se lo specialista è lontano

Per situazioni come un’autostrada o un campo di calcio è possibile una valutazione in remoto della rilevazione inviandola a centri specialistici connessi via web utilizzando un apposito sistema per l’invio dei dati.

Il dispositivo della UPCM si chiama I-STAT ed era già utilizzato dai militari per rapidi esami di routine del sangue in zone di guerra inviando per via telematica i risultati dubbi agli ospedali delle retrovie.

(Corriere)



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