EFFETTO ANTI-CANCRO DEL POMODORO PIÙ DEBOLE SE MANGIATO CON CARNE

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La sostanza che rende i pomodori rossi è il licopene, un anti-ossidante.

Da decenni la ricerca scientifica ne sta investigando il potenziale ruolo per la prevenzione di alcuni tipi di tumore tra cui il melanoma e il tumore alla prostata. I risultati degli studi sono però contrastanti, pertanto non si possono ancora trarre conclusioni certe. Ma nel caso si dovessero dimostrare gli effetti del licopene potrebbe essere utile tener conto dell’interazione con il ferro. Questo minerale, infatti, smorzerebbe gli eventuali benefici del licopene riducendone l’assorbimento. Mangiare il pomodoro con alimenti ricchi di ferro, come la carne, potrebbe quindi essere svantaggioso. È quanto hanno osservato dei ricercatori in uno studio pubblicato su Molecular Nutrition and Food Research.

“La nutrizione può giocare un ruolo importante nella prevenzione ma è importante che siano messi insieme tutti i dettagli delle precise modalità in cui ciò che mangiamo contribuisce alla salute così che possiamo fornire raccomandazioni affidabili e basate su dati scientifici”.

FORSE IL FERRO OSSIDA IL LICOPENE

Il ferro è un elemento essenziale delladieta. Partecipa infatti a diverse funzioni fondamentali dell’organismo, come la produzione di energia. Ma interferisce con altri processi cellulari: “Sappiamo che se si mette insieme il ferro con alcuni composti li distruggerà ma non sappiamo se riuscirebbe a farlo con carotenoidi potenzialmente benefici, come il LICOPENE, presente in frutta e verdura”, dice la specialista. Il team di scienziati ha condotto dei test su sette studenti ai quali è stato somministrato un preparato a base di estratto di pomodoro con e senza supplementazione di ferro. Dopo di che sono stati analizzati i prelievi di sangue e le secrezioni digestive dei partecipanti.

Si è visto così che, quando al liquido era accoppiato il supplemento di ferro i livelli di licopene, nei campioni analizzati questi erano molto più bassi. Sembrava, dunque, che fosse di meno la quantità di questo anti-ossidante disponibile per l’organismo: “Quando gli individui avevano assunto il ferro nel pasto, abbiamo visto che avevano, nel tempo, una riduzione di quasi due volte dell’apporto di licopene”, sottolinea Kopec. L’osservazione potrebbe assumere un rilievo particolare nell’alimentazione, “ogni volta che una persona sta consumando un prodotto ricco di licopene e ferro, da un sugo con carne a un cereale con l'aggiunta di ferro con del succo di pomodoro.

Probabilmente in quei casi si starà beneficiando della metà del licopene di cui si sarebbe potuto beneficiare senza ferro”. Il ferro riduceva l’assorbimento del licopene ma non è chiaro il motivo, probabilmente per via dell’ossidazione del licopene. Ma “è anche possibile che interrompa l’emulsione di pomodoro e grassi, essenziale per l’assorbimento del licopene da parte delle cellule”.

LICOPENE E TUMORI

I pomodori sono l’alimento con la maggiore quantità di licopene (una porzione di pomodori ne contiene tra 4 e 10 mg). Oltre a questi ne presentano quantità significative l'anguria, il pompelmo rosa, l’albicocca. Sono tutti caratterizzati da colori accesi che vanno dal rosso al giallo all’arancione e proprio il licopene è la sostanza carotenoide che dà il colore a questi prodotti.

I vari studi condotti sugli effetti anti-tumorali del licopene non hanno fornito dati solidi e definitivi. Secondo il National Institute of Health l’apporto di questa sostanza è verosimilmente inefficace per il tumore alla vescica. La ricerca non indica, tra i vari risultati emersi, alcuna correlazione tra il consumo di licopene nella dieta o i suoi livelli nel sangue e il rischio oncologico. Le prove sul rischio di tumore al seno, alla cervice uterina, al colon-retto, al polmone sono discordanti. Per quanto riguarda la prevenzione del melanoma, il licopene rientra fra i diversi agenti ad azione anti- ossidante in fase di sperimentazione come ricorda l’Aiom-Associazione italiana di Oncologia medica. Il tumore su cui si è concentrata la ricerca è quello alla PROSTATA, ma anche qui i risultati non sono sempre univoci. Alcuni dati supportano la relazione tra un maggior consumo di licopene o maggiori livelli nel sangue e minor rischio di tumore, mentre altri non confermano questa associazione.

Inoltre in alcuni studi si è visto che il licopene potesse ritardare o prevenire la progressione delle lesioni precancerose alla prostata; altri studi invece hanno visto che l’assunzione quotidiana di licopene fino a un anno non avesse utilità nel decorso della malattia.

Fonte: Salute, Sole 24Ore



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