Allergia ai pollini: come si riconosce?

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L'allergia ai pollini una reazione respiratoria innescata dall’inalazione, appunto, di pollini.

Il periodo in cui si manifesta dipende dal tipo di polline verso cui si è sensibilizzati e dalla sua concentrazione nell’atmosfera. Le schede redatte in collaborazione con Mona-Rita Yacoub, coordinatrice del Centro di allergologia dell’Irccs Ospedale San Raffaele, Milano.

La stagione peggiore per chi soffre di allergie ai pollini è iniziata e maggio si prospetta un mese impegnativo, soprattutto per la nutrita schiera di italiani allergici ai pollini delle graminacee, piante erbacee che si trovano un po’ovunque: nei parchi, nei prati, nei campi e anche ai bordi delle strade.

In Italia la fioritura di queste erbe avviene nel periodo compreso fra marzo e settembre, ma il picco pollinico corrisponde in genere al mese di maggio.
È questo il periodo in cui esplodono anche la parietaria, pianta presente soprattutto nel Centro e Sud Italia, e l’ulivo, una delle principali fonti di allergia nell’area mediterranea.

Il meccanismo immunitario

I pollini sono costituiti da granuli che rappresentano le cellule riproduttrici delle piante, rilasciate durante la fioritura di alberi (betulla, frassino) e piante erbacee (graminacee, parietaria, ambrosia).

Vengono trasportati dal vento e possono entrare in contatto con le mucose di naso, occhi e gola (1 nella figura sotto).
Negli allergici il sistema immunitario reagisce in maniera anomala ed eccessiva ai pollini formando anticorpi specifici, le Immunoglobuline E (IgE, 2 nella figura).

Ogni volta che l’organismo entra in contatto con il polline a cui è allergico, le IgE si legano al loro recettore sui mastociti (particolari cellule del sistemaimmunitario) che rilasciano l’istamina e altri mediatori, responsabili dei disturbi allergici (3 nella figura).

Riconoscere i sintomi

I sintomi dell’allergia ai pollini:

occhi rossi, lacrimazione e prurito oculare; naso chiuso, prurito nasale, naso che cola, starnuti (rinite); fastidio o prurito alla gola/palato; sintomi asmatici in circa il 30% dei casi (tosse, fiato corto, senso di costrizione al torace).

Rinocongiuntivite allergica

Starnuti, naso che cola, ostruzione nasale, occhi rossi e prurito oculare, alcuni dei sintomi più tipici.

Più di un allergico su cinque tende però a presentare anche sintomi asmatici, come per es. tosse, fiato corto, respiro sibilante e senso di costrizione toracica.
Particolare attenzione va prestata poi a quella che viene definita asma da temporale, che si manifesta con gravi crisi respiratorie, appunto, dopo un temporale per l’inalazione di elevate concentrazioni di allergeni pollinici. Diversamente da quanto molti credono, l’allergia ai pollini non si sviluppa necessariamente nell’infanzia, ma può insorgere anche dopo una gravidanza e persino in età avanzata».

Rinite intermittente o persistente

La rinite allergica (infiammazione della mucosa nasale) può essere classificata, in base alla durata dei suoi sintomi, in intermittente o persistente, oppure, in base alla gravità dei sintomi, in lieve o moderata-grave.

Rinite Intermittente: i sintomi sono presenti per meno di quattro giorni alla settimana o per meno di quattro settimane consecutive.
Rinite Persistente: si manifesta per più di quattro giorni a settimana e per più di quattro settimane.L’allergia lieve non comporta particolari limitazioni nello svolgimento delle proprie attività, mentre quellamoderata o grave può ave re ripercussioni sul sonno, sul rendimento scolastico e sulla qualità di vita in generale». Per essere aggiornati sui pollini presenti nell’aria e regolarsi è utile consultare i calendari pollinici, che segnalano il periodo di fioritura delle piante, e i bollettini regionali dei pollini per conoscere quali e quanti pollini siano diffusi.

Come si fa la diagnosi

Si basa sui sintomi e la loro stagionalità nonché sull’esecuzione dei test cutanei.
I prick test vengono eseguiti inoculando con un apposita lancetta piccole quantitàdi allergeni a livello della cute dell’avambraccio (A nella figura).
La lettura a 15-20 minuti della risposta infiammatoria della cute nella sede del test (pomfo), se presente, indica la sensibilizzazione verso quel determinato allergene (B nella figura).

Negli individui che risultano sensibilizzati a più pollini, può essere utile eseguire la ricerca delle IgE specifiche per estratti e per molecole ricombinanti (per es. ImmunoCap, Isac o Alex).
«Se i sintomi riferiti dal paziente sono suggestivi di un’allergia respiratoria, per prima cosa lo si devesottoporre ai test cutanei o prick test, che sono quelli che permettono di identificare l’allergene chiamato in causa.
Nel caso l’esame segnali la sensibilizzazione a più pollini, può essere utile eseguire anche test cosiddetti “di secondo livello” (per es. ImmunoCap, Isac o Alex), disponibili però solo in alcuni centri specializzati. Questi esami sono essenziali per discriminare i pazienti con allergie multiple “vere”, da quelli che risultano positivi ai vari pollini per la sensibilizzazione ad allergeni “innocui” che non causano sintomi.
Una diagnosi accurata è essenziale per indirizzare verso il trattamento migliore, in particolare verso l’immunoterapia allergene-specifica».

Le possibili cure

La terapia sintomatica si basa sull’assunzione di farmaci per attenuare i vari isintomi, scelti in base alla gravità del singolo caso. Si può ricorre ad antistaminici per bocca, colliri antistaminici, spray nasali a base di antistaminici e/o cortisonici, spray per inalazione a base di cortisonici eventualmente associati a broncodilatatori in caso di asma.L’immunoterapia specifica consiste nella somministrazione per via sublinguale o iniettiva di estratti purificati del polline a cui si è allergici.

Si somministra dapprima a dosi crescenti e poi a dosi di mantenimento per almeno 3 anni consecutivi.Serve per desensibilizzare l’organismo nei confronti di quel determinato allergene.

I consigli per stare meglio

Per attenuare i sintomi bisogna limitare l’esposizione ai pollini. Nei casi più gravi è bene evitare di uscire e fare passeggiate nei parchi nelle ore centrali della giornata, in cui la concentrazione di pollini è maggiore. Evitare di uscire subito dopo un temporale poiché la pioggia può rompere i granuli pollinici in frammenti più piccoli che raggiungono con più facilità le vie aeree, con il rischio di scatenare gravi crisid’asma.

Fonte: Salute, Corriere



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