Lampade solari: fotoinvecchiamento e tumori della pelle

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Lampade solari: fotoinvecchiamento e tumori della pelle

LAMPADE SOLARI, FOTOINVECCHIAMENTO E TUMORI DELLA PELLE

Lampade e lettini solari sono strumenti basati sulla cosiddetta “Lampada di Wood” (dalnome del fisico che rese possibile la sua realizzazione), un tipo di lampada che emette radiazioni nella gamma dei raggi ultravioletti e che ha molteplici altri usi, fra i quali ve ne sono alcuni anche di tipo terapeutico.

L’utilizzo più noto al grande pubblico è però quello di provocare “artificialmente” l’abbronzatura della pelle; una pratica molto diffusa che però comporta gravi rischi per la salute.

Ne abbiamo discusso con il prof. Antonio Costanzo, direttore dell’unità di Dermatologia dell’ospedale Humanitas.

QUALI SONO I RISCHI DELL’USO DI QUESTI STRUMENTI?

«La pelle è costantemente esposta a moltissime sollecitazioni nel corso della vita quotidiana di una persona: calore, radiazioni solari, prodotti cosmetici e chimici, abrasioni.

Eppure, i dati parlano chiaro: il 99% delle mutazioni presenti nel più pericoloso fra i tumori cutanei, il melanoma, sono indotte dalle radiazioni ultraviolette.

Quindi, anche se per fortuna non tutte le mutazioni genetiche sono pericolose, è evidente che un eccesso di radiazioni UV sia la causa principale dei danni alla pelle, che determinano il fotoinvecchiamento e favoriscono lo sviluppo di melanomi e di altri tumori cutanei.

Quindi, a meno che non ci siano motivazioni di tipo terapeutico e le sedute siano dunque effettuate suprescrizione e sotto stretto controllo medico, sconsiglio fortemente l’utilizzodi lettini, docce e lampade UV, che sono in grado di concentrare enormi quantitativi di radiazioni ultraviolette in uno spazio limitato ed in un ristretto arco di tempo».

CI SONO ANCHE VANTAGGI A BREVE TERMINE?

«Certamente: l’esposizione a raggi UV, come ho già detto, accelera molto il fotoinvecchiamento; in pratica, per un risultato estetico discutibile e di breve durata, si sacrificano luminosità, elasticità e freschezza della pelle nel medio e nel lungo periodo e si rischia di favorire la comparsa di macchie e nei, oltre allo sviluppo di tumori.

Chi desiderasse di ottenere per forza un colore più scuro per la propria pelle anche d’inverno, farebbe senz’altro meglio ad utilizzare un prodotto autoabbronzante di buona qualità, che non comporta alcundanno».

FONTE: Salute, Humanitas



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